La caponata siciliana è una di quelle ricette che in teoria sono “povere”, ma in pratica fanno fare figuroni a chiunque la porti in tavola. E già questo dovrebbe dirla lunga.
Si parte dalle melanzane, fritte come tradizione comanda (sì, niente scorciatoie tristi), poi si aggiungono sedano, olive e capperi, il tutto avvolto in una salsa agrodolce che è un po’ la firma della casa: dolce quel tanto che basta, acidula al punto giusto, e soprattutto capace di creare dipendenza.
Ogni ingrediente ha il suo carattere, ma insieme fanno squadra come una famiglia siciliana a tavola: chiassosa, compatta e impossibile da ignorare. Il bello è che la caponata non si offende se la mangi tiepida, fredda o direttamente dal frigo “per assaggio veloce” che poi non è mai veloce.
Nata come regina delle tavolate estive, oggi resta uno dei piatti più iconici della cucina siciliana: semplice negli ingredienti, ma con una personalità che si fa ricordare eccome. E se avanza (evento raro), il giorno dopo è ancora più buona… sempre che qualcuno non l’abbia già finita di nascosto.
MODALITA’ D’UTILIZZO:
FORNO TRADIZIONALE (consigliato): scongelare il prodotto o a temperatura di frigoconservazione (?) circa 2 ore, riporre il prodotto nel forno preriscaldato a 120ᄚ/125ᄚC per 10 minuti. CONSERVAZIONE E TRASPORTO: A- 18 GRADIAllergeni (come da D. Lgs 114/2006): il prodotto contiene latte, glutine, sedanoTERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE: 18 mesi in cartone integro tenuto a – 18ᄚC

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